04
Apr2017
Aenigma Investigazioni

L’abbigliamento del detective

Precetto basilare dell’investigatore è passare inosservati. Il segreto è confondersi tra la gente, assomigliare quanto più possibile alla massa di persone che popolano il pianeta. Quanto più vi differenziate, tanto più sarete visibili o riconoscibili.

Per questo motivo la prassi vuole che l’abbigliamento del detective sia sobrio, scuro ma accurato. Evitate i colori sgargianti: se qualcuno avesse il sospetto di essere seguito e si voltasse all’indietro, una t-shirt color blu elettrico rimarrebbe maggiormente impressa di una camicia grigio-scura.

E’ necessario essere sempre eleganti per diversi motivi. Innanzitutto se il vostro indagato si recasse in un ristorante di lusso, abbigliati elegantemente avreste la possibilità di seguirlo e testimoniare ciò che accade all’interno. Al contrario agghindati con pantaloncini corti e camicia hawaiana non vi sarebbe permesso neppure di accedere al locale. Indossando abiti eleganti potrete frequentare qualsiasi ambiente, evitando il rischio di essere “rimbalzati”. Questo non significa possedere necessariamente un guardaroba sfarzoso colmo di abiti firmati. Giacca e cravatta in inverno, pantaloni lunghi e camicia in estate sono più che sufficienti.
Inoltre l’abito elegante all’occorrenza può essere stropicciato e logorato, mentre non è possibile il contrario.

Seguivo un uomo per conto di un’impresa del bergamasco. I titolari della ditta sospettavano che l’individuo svolgesse un secondo lavoro ogni volta che usufruiva di periodi di malattia. L’uomo era un dirigente e mi vestii di tutto punto aspettandomi un pedinamento in quartieri eleganti della città. Tuttavia come seconda attività l’indagato guidava escavatori nei cantieri. Per scattare buone fotografie dovetti addentrarmi in un bosco e acquattarmi dietro una siepe, completamente disteso a terra. Inutile dirvi come si conciarono giacca e camicia. Da quel momento tengo sempre pronti una t-shirt e pantaloni di ricambio da indossare all’occorrenza.

Infine un individuo abbigliato in maniera elegante è maggiormente accettato dalla comunità rispetto a uno trascurato. Uno degli insegnamenti di questo mestiere è che nella vita l’apparenza è tutto.

Cercavo un uomo che si era reso irreperibile ai creditori. L’ultimo indirizzo noto era quello di residenza. Mi recai presso la palazzina al fine di ottenere qualche informazione dal custode dello stabile.
Ricordo che quel giorno avevo barba incolta e indossavo blu-jeans, t-shirt a maniche corte e occhiali da sole. Il portiere mi guardò subito con sospetto. Dopo le prime domande la diffidenza dell’uomo crebbe in maniera esponenziale e non fece altro che chiedermi come mai volessi a tutti i costi quelle informazioni.
Due settimane più tardi mi rasai la barba e andai vestito con completo classico e cravatta, evitando gli occhiali da sole. Il custode non mi riconobbe e il suo atteggiamento mutò completamente: ora si mostrava molto più disponibile. Riuscii a ottenere la descrizione dell’indagato, l’appartamento che occupava, la quota pagata per l’affitto, la professione svolta, l’autovettura che utilizzava e l’informazione che il soggetto si era trasferito da mesi in una nota località turistica. L’indagato aveva persino lasciato al portiere l’indirizzo dell’appartamento e il recapito telefonico per qualsiasi necessità. Il custode fu così gentile da lasciarmi dare un’occhiata. Scovai presso quell’indirizzo il debitore irreperibile.
La cosa buffa è che alla fine della conversazione il portiere mi disse che due settimane prima era sopraggiunto qualcuno a chiedere le stesse informazioni: un mezzo delinquente – disse – ho quasi avuto paura.

Se vi doveste sentire a disagio in giacca e cravatta per mancanza d’abitudine consiglio di impratichirvi da subito, magari passeggiando così vestiti per le vie della vostra città. Vi accorgerete che presto il disagio svanisce e alla lunga vi sentirete imbarazzati a girare in jeans e maglietta.

Esistono comunque le eccezioni. Se vi trovate a dover pedinare un gruppo di ragazzini in occasione di un’indagine anti-droga, pantaloncini corti e t-shirt andranno più che bene.
Inoltre esistono differenze da investigatore a investigatore. Eseguo pedinamenti fin da quand’ero ragazzo e se a 16 anni avessi girato in giacca e cravatta avrei dato maggiormente nell’occhio.
Evitate ammennicoli strani, come anelli, bracciali o orecchini. Se dovete tatuarvi fatelo in parti del corpo non visibili al pubblico.
E’ preferibile radersi ogni giorno. E’ vero che ultimamente va di moda la barba “lunga” ma ad oggi gli uomini senza barba sono in numero superiore rispetto a quelli che la lasciano crescere.

Se siete donne e avete i capelli biondi consiglio di tingerli di scuro. In Italia le bionde sono in minoranza e sareste più riconoscibili. Le investigatrici dovrebbero essere sempre eleganti come i colleghi maschi. Abituatevi quindi ad eseguire pedinamenti munite di scarpette col tacco e vestite accuratamente. Per le donne indossare collane e orecchini è perfettamente normale, anche in questo caso però vanno evitate le esagerazioni.
Portate occhiali con lenti scure ogni volta che scorgete un minimo di sole per non permettere ad altri di capire in che direzione state volgendo lo sguardo.
Questi sono gli accorgimenti di base che evitano il rischio di essere individuati con facilità. Con la dovuta esperienza sarete comunque in grado di eseguire pedinamenti anche in mancanza di alcune di queste accortezze.

Un discorso a parte meritano i travestimenti. A differenza di quanto si osserva nelle fiction televisive o di quanto si legge in alcuni romanzi polizieschi, raramente l’investigatore ricorrerà al travestimento. Questo viene usato principalmente per giustificare l’azione che si sta compiendo, la quale in mancanza di un camuffamento risulterebbe bizzarra per la maggior parte degli osservatori.

Dovevo procurarmi delle prove su un anziano dirigente d’azienda in merito a un caso di concorrenza sleale. I pedinamenti non portavano ad alcun risultato. Decisi così di frugare nella spazzatura abbandonata di fronte al domicilio dell’indagato. Abiti stracciati, scarpe bucate, cappello trasandato, barba lunga e un po’ di tintura sul volto mi diedero l’aspetto di un senzatetto. Quando intorno alle 2 del mattino mi trovai a frugare all’interno del bidone della carta, i pochi passanti che si trovavano da quelle parti mi superavano con sdegno ma senza un briciolo di curiosità o sospetto.
Tra i rifiuti dell’indagato trovai i documenti che confermavano la sua attività di concorrenza sleale, con tanto di estremi della ditta concorrente.

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