29
Nov2017

Come capire se vostro figlio fa uso di sostanze stupefacenti

Non esiste cosa più angosciante del sospetto che vostro figlio faccia uso di sostanze stupefacenti.

Intervenire prima che la situazione possa precipitare è fondamentale, sia per tutelare la salute del ragazzo sia per restituire ai genitori una certa serenità interiore.

In questo articolo andremo ad elencare quali sono i segnali che palesano il consumo di sostanze stupefacenti da parte di un ragazzo di età compresa tra i 13 e i 18 (o più) anni.

Una precisazione prima di cominciare: un segnale soltanto tra quelli elencati sotto non dimostra inequivocabilmente l’utilizzo di sostanze psicotrope.

Per capire se il ragazzo faccia realmente uso di stupefacenti è necessaria una valutazione globale, nonché la simultaneità di almeno 3 o 4 dei segnali sotto enumerati, per altro ripetuti nel tempo.

Faccio subito un esempio: tra i segnali, descrivo che la presenza di “occhi rossi” indica la possibilità che un ragazzo consumi hashish o marijuana. Ma l’arrossamento degli occhi può presentarsi per un’infinità di motivi (un’infiammazione, un corpo estraneo, un semplice pianto). Perciò assumete questi “segnali” con coscienza e intelligenza, valutando globalmente la situazione e tenendo conto che uno soltanto di questi “campanelli d’allarme” non è sufficiente.

Cercate di valutarli anche in base alle abitudini di vostro figlio: se gli indicatori non denotano un cambiamento nelle abitudini o nel suo stile di vita forse non sono così preoccupanti.

Di contro, se il più delle volte vostro figlio presenta occhi rossi, bocca impastata, si nutre a ore impensabili di dolci e bevande zuccherate e in più fasi avete trovato nelle tasche del suo zaino cartine e accendini allora potete realmente pensare che faccia uso di cannabinoidi.

Senza tergiversare troppo andiamo a scoprire quali sono i “segnali” che denotato in un ragazzo l’uso e consumo di sostanze stupefacenti.

1. ODORA DI FUMO

Se vostro figlio torna a casa “puzzando” di fumo, significa con ogni probabilità che ha cominciato a fumare. Certo è possibile che a scuola frequenti ogni giorno amici fumatori e che il fumo delle loro sigarette abbia intaccato anche i suoi abiti.

Ma tenete conto che, in età adolescenziale, il gruppo dei pari assume un’importanza cruciale e pur di assimilarsi ad esso e seguire la massa, vostro figlio è disposto a venir meno agli insegnamenti ricevuti durante l’infanzia, anche a quelli più importanti. Se gli amici di vostro figlio fumano, considerate come reale la possibilità che abbia già provato, oppure che comincerà presto.

Alla vostra richiesta di spiegazioni in merito all’odore emanato dai suoi abiti, spesso il ragazzo adopererà scuse del tipo: <<sono i miei amici che fumano, il loro fumo mi intacca i vestiti>>.

Resta inteso che il solo odore di fumo non denota necessariamente anche il consumo di cannabis (hashish o marijuana), cosa che potete comunque dedurre dal tempo trascorso dalla prima volta che avete sentito odore di fumo sui suoi abiti. Se ciò accade da più di un anno è molto probabile che abbia cominciato a far uso di cannabinoidi. Tenete conto che di solito i ragazzi cominciano a consumare “spinelli” dall’età di 14-15 anni.

2. ESCE DI CASA TUTTI I POMERIGGI

Se dopo lo studio vostro figlio non può fare a meno di incontrare i suoi nuovi amici o se rinuncia totalmente a studiare per uscire di casa, allora è probabile che stia facendo uso di cannabinoidi (hashish e marijuana). Spesso tale sostanza viene consumata in compagnia e difficilmente il ragazzo, specie se è all’inizio della dipendenza, fa uso di tale droga in solitario. Ciò accade soltanto quando raggiunge un alto livello di dipendenza e in quest’ultima circostanza per lui diventa “necessario” assumere la sostanza sin dal mattino, o comunque appena ne ha la possibilità.

Nella maggior parte dei casi invece la droga viene procurata dagli amici e soltanto loro ne hanno immediata disponibilità. Per questo motivo chi fa uso di hashish o marijuana uscirà di casa quasi tutti i giorni pur di fumare uno spinello.

3. TROVATE “OGGETTI PARTICOLARI” NELLE TASCHE DEL GIUBBOTTO, DEI PANTALONI O DELLO ZAINO

Può trattarsi di accendini, cartine (soprattutto cartine lunghe), filtri. Tutti strumenti propedeutici alla creazione di uno spinello. Fate particolare attenzione al portafogli di vostro figlio: se da un momento all’altro custodisce numerosi biglietti della metropolitana (o del treno) già utilizzati, spesso significa che li conserva per fabbricarsi da solo i filtri per uno spinello. Il medesimo discorso vale per cartoncini di ogni tipo.

Dedicate particolare cura al garage di casa vostra, se ne avete uno: può capitare infatti che vostro figlio, tornando da scuola e parcheggiando il motorino nel box, nasconda tali oggetti (se non addirittura cime di marijuana, o piccoli pezzi di hashish) all’interno di contenitori di vario tipo scarsamente utilizzati (vecchie cassette per gli attrezzi ecc.). Controllate a sorpresa il sotto-sella del suo motorino, il sottoscala del vostro condominio o della vostra abitazione: tali ammennicoli possono essere nascosti anche lì.

Andate alla ricerca di pipe in vetro, cilum, bong o altri oggetti che appaiono appositamente fabbricati per fumare qualcosa, di solito si riconoscono immediatamente.

Quello rappresentato sotto è un “cilum”, un oggetto che viene riempito con tabacco e hashish e viene fumato, solitamente in compagnia (nota: immagine presa dal sito www.hemporium.vi.it)

Sotto viene raffigurata una classica pipa in vetro, utilizzata per fumare hashish o marijuana, e altre sostanze più pericolose (nota: immagine presa dal sito www.etnogrow.com)

Sotto è raffigurata una “bong”: uno strumento che viene riempito con acqua, per mezzo del quale è possibile fumare un impasto formato da tabacco e marijuana (nota: foto presa da www.grasscity.com)

Anche la metà di una noce di cocco vuota può indicare l’utilizzo di hashish o marijuana: spesso tale oggetto viene adoperato come supporto per mescolare con più facilità l’impasto di uno spinello (foto presa da it.depositphotos.com).

Interessante infine l’oggetto sotto illustrato.

Si tratta di un “grinder” (foto presa da DHgate.com), uno strumento utilizzato per tagliuzzare la marijuana. Se trovate uno di questi nelle tasche di vostro figlio allora avrete la certezza che abbia cominciato a fumare cannabis.

In generale il fatto di scovare, in qualsiasi angolo della casa, gli oggetti sopra elencati costituisce la matematica certezza che vostro figlio ha cominciato a fare uso di cannabinoidi (hashish, marijuana).

Alla richiesta di spiegazioni il più delle volte risponderà che tali “oggetti” sono di proprietà di un amico, il quale per non farsi “beccare” dai genitori ha dato loro in custodia tali ammennicoli.

Un’ultima cosa: se siete a conoscenza del fatto che vostro figlio fuma sigarette fate attenzione al suo pacchetto. Se conserva ancora lo strato inferiore della pellicola di plastica (utilizzata per l’apertura) può significare che abbia intenzione di utilizzarla in futuro magari per sistemare all’interno della stessa piccole dosi di fumo.

4. OCCHI ROSSI

Una delle conseguenze immediatamente visibili dell’uso di marijuana o hashish è l’arrossamento degli occhi. La reazione è percepibile anche quando l’effetto di euforia indotto dalla droga è terminato da poche ore. Se osservate spesso questa “risposta” negli occhi di vostro figlio è probabile che abbia cominciato a fare uso di cannabis.

5. SI INGOZZA DI CIBI DOLCI, CIOCCOLATO, SUCCHI DI FRUTTA

L’utilizzo prolungato di hashish e marijuana, oltre ad abbassare le difese immunitarie, provoca un inevitabile calo degli zuccheri. Spesso perciò chi ne fa uso cerca di compensare questo calo di pressione con bevande zuccherate, dolciumi, cioccolato e quant’altro. Se vostro figlio consuma a ore impensabili, cioccolato, dolci o succhi di frutta molto zuccherati, tale atteggiamento può indicare che abbia cominciato a fare uso di cannabinoidi.

6. HA LA BOCCA IMPASTATA

La “bocca impastata” è un effetto collaterale, similmente agli occhi arrossati, dell’uso di hashish o marijuana, anche a distanza di tempo e a effetti terminati. Se osservate che vostro figlio, in particolari circostanze, articola male le parole perché ha la bocca impastata significa che probabilmente qualche ora prima ha fatto uso di cannabinoidi. Il soggetto in questione potrebbe avere bisogno in continuazione di bere acqua per contrastare gli effetti della “salivazione azzerata”.

7. TORNANDO A CASA VA SUBITO A FARSI LA DOCCIA

Se vostro figlio non ha intenzione di rispondere alle vostre domande, oppure se non vuole rendere percepibili gli effetti delle sue fumate, state certi che rientrando a casa troverà immediatamente qualcosa da fare: il caso tipico è farsi subito la doccia. Una doccia calda permette infatti di trascorrere un momento di solitudine e consente di “riprendersi” più facilmente grazie all’acqua, che in generale acuisce gli effetti di qualsiasi sostanza.

8. DETERIORAMENTO DEL RAPPORTO CON I GENITORI

Uno degli effetti più spiacevoli dell’inizio di una dipendenza da stupefacenti da parte di vostro figlio è sicuramente il deterioramento del rapporto con i genitori. Il ragazzo che ha iniziato a fare uso di sostanze psicotrope vede il genitore come un nemico e comincerà ad avere una grande paura di essere “beccato”. Per questo motivo ostenterà un atteggiamento evasivo nei confronti della mamma e del papà ed eviterà di interloquire con loro anche su argomenti leggeri.

Nella mente del ragazzo è sempre presente il terrore che i genitori gli pongano domande “scomode”, perciò tenderà ad assumere un atteggiamento reticente anche in risposta a domande banali quali: “come è andata oggi la giornata?”. Si tratta di un circolo vizioso senza fine che conduce all’inevitabile degrado del rapporto con i genitori.

9. PARLA RARAMENTE DEI SUOI AMICI

Allo stesso modo potrebbe evitare il discorso quando si tratta di raccontarvi dei suoi amici. Per vergogna o per paura, vostro figlio, il quale sa che i suoi amici ostentano comportamenti che i genitori hanno sempre deprecato, eviterà di parlarvi di loro oppure sarà molto reticente a riguardo, sviando il discorso su altri argomenti o lasciando cadere la conversazione.

10. TORNA TUTTI I SABATI SERA ALLE 3 O ALLE 4 DEL MATTINO

Certo a 16 o a 17 anni vostro figlio ha energia da vendere, perciò può apparire normale che torni a casa alle 3 o alle 4 del mattino ogni sabato sera. Ma se il ragazzo non frequenta discoteche allora il fatto di rincasare sempre molto tardi può indicare l’uso di una droga pesante quale la cocaina.

Tale droga rende iper-attivi e, terminata la fase estatica, il soggetto si sente stanco, abbattuto. L’insonnia è uno degli effetti collaterali più famosi per i consumatori abituali di cocaina.

Fate caso se vostro figlio, rincasando tardi la sera, non si corica immediatamente ma resta sveglio, magari passeggiando sul balcone, oppure recandosi spesso in bagno a lavarsi la faccia, o ancora in cucina per dissetarsi continuamente. Fate attenzione se passa una notte insonne, magari tirando spesso su con il naso, altro sintomo dell’abuso di cocaina.

Non commettete l’errore di pensare che la cocaina sia una droga appannaggio dei soli “ricchi”. Oggi con 50 € è possibile acquistare una dose sufficiente a sballare almeno 3 ragazzi.

11. TROVATE CUCCHIAI, CARTA STAGNOLA, BOTTIGLIE DI PLASTICA VUOTE

Se in qualche angolo della casa, sotto il letto di vostro figlio, nel suo zaino, trovate oggetti quali: cucchiai, carta stagnola o bottiglie di plastica vuota, allora preoccupatevi seriamente. Tali oggetti vengono adoperati per “cucinare” e “fumare” due delle droghe tra le più pericolose: cocaina ed eroina. Intervenite perciò tempestivamente, contattando uno specialista.

12. SPARISCONO IMPROVVISAMENTE SOLDI DAL VOSTRO PORTAFOGLI O DALL’ASTUCCIO DI FAMIGLIA

Questa è la situazione più grave. Per quanto oggi le droghe abbiano un costo relativamente abbordabile, chi ne fa uso ha costantemente bisogno di denaro. Un ragazzo che non vuole rinunciare al suo vizio può arrivare a trafugare banconote di piccolo o grosso taglio dalle sostanze dei genitori. Spesso il “furto” viene attuato con metodo e senza lasciare traccia: una sera una banconota da 20 €, una settimana più tardi una da 50 €. Quando i genitori se ne accorgono, di solito accade perché la storia perdura da diverso tempo. Tenete conto che più il ragazzo riesce nel suo intento senza essere scoperto, più acquisisce sicurezza in se stesso e tende ad abbassare le sue difese: quello di solito è il momento in cui i genitori si accorgono di essere stati a tutti gli effetti “derubati”.

Ogni volta che prelevate contanti, tenetevi a mente la cifra esatta e ricordatevi i tagli di ciascuna banconota. All’occorrenza cambiate di posto la busta o l’astuccio dove riponete i soldi per la settimana, dando sempre una controllatina al vostro portafogli. Se scoprite che i vostri soldi sono spariti non accusate vostro figlio, consultate preventivamente uno specialista e stabilite insieme a lui la migliore strategia da adottare, in considerazione della salute e della serenità del ragazzo.

13. QUALI DISCOTECHE FREQUENTA

Informatevi sulla tipologia di musica che offrono le discoteche frequentate da vostro figlio. Spesso una disamina di questi locali aiuta a capire quali tipi di droghe siano in voga presso ciascuno di essi.

Per fare un esempio: discoteche in cui viene trasmessa musica “commerciale” raramente sono luogo di ritrovo per spacciatori di ecstasy. In tali ambienti è l’alcool a farla da padrona.

Diverso il caso dei locali in cui si ascolta musica “tecno” e “house”, in generale musica elettronica. In tali ambienti l’ecstasy è molto in voga e non è difficile procurarsi una pastiglia. Il costo di una singola pasticca, più che sufficiente a “sballarsi” nella maggior parte dei casi, ammonta a circa 10 € pertanto diventa agevole procacciarsene una. Anche perché gli spacciatori di tale sostanza vagano tutta sera per la discoteca in cerca di clienti, e non si fermano finché non hanno venduto tutte le dosi.

14. VISUALIZZA SITI WEB SULLE DROGHE E SULLA DIPENDENZA DA SOSTANZE

Una volta conosciuto il “mondo della droga” è normale che il ragazzo, specie se intelligente, si informi su tutto ciò che riguarda gli stupefacenti. Oggi all’interno dell’universo internet esiste una mole devastante di informazioni a riguardo. Date perciò un’occhiata alla cronologia del pc di vostro figlio (se ne ha uno personale), senza considerare ciò un’intrusione nella sua vita privata: è vero che ogni persona ha la sua intimità, ma a quell’età un figlio è sotto la vostra protezione e nessuna legge sulla privacy potrà trattenervi dal compiere il vostro dovere.

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