03
Gen2018

La fotografia investigativa

Eccoci a uno degli appuntamenti più importanti del blog. Conoscere le basi di fotografia investigativa è vitale per un detective.

Esistono investigatori bravissimi a pedinare, o a ottenere informazioni dalle persone o ancora a intrattenere rapporti duraturi con i clienti. Tutte doti molto importanti capiamoci, ma a mio modo di vedere non può essere definito un detective chi non conosce le tecniche per scattare una fotografia in qualsiasi situazione senza essere visto da nessuno.

Durante uno dei miei primi colloqui da collaboratore dichiarai al mio ipotetico futuro capo di essere in grado di scattare buone fotografie durante le indagini. La sua reazione fu composta e mi disse di non preoccuparmi troppo degli scatti fotografici, l’importante per lui era riuscire a pedinare il soggetto e non farselo sfuggire.
Eseguii così il mio primo servizio, al termine del quale come di consueto consegnai il mio rapporto corredato da numerose fotografie che immortalavano quanto avevo visto in prima persona.
Alcuni giorni dopo, il capo mi assegnò un nuovo incarico e mi diede le ultime disposizioni nel suo ufficio. Terminata la riunione preliminare, stavo per andarmene ma il superiore mi fermò prima che potessi varcare la soglia.
Mi disse: “Ah Andrea. Mi raccomando eh: FOTO, FOTO, FOTO!”.
E’ evidente che dopo il mio primo incarico era rimasto impressionato dalla qualità delle fotografie che avevo scattato, anche in termini di efficacia dal punto di vista probatorio.
Da allora pretese da tutti i collaboratori anziani fotografie di livello, nonostante durante il nostro primo incontro non sembrasse così entusiasta.
Ai tempi avevo appena vent’anni, ma il solo fatto di saper fotografare mi aveva posto in una condizione di privilegio rispetto agli altri collaboratori dell’organizzazione.
Inutile dire che il mio percorso all’interno dell’agenzia fu travagliato poiché i colleghi facevano di tutto per mettermi in cattiva luce. Probabilmente non avevano digerito il fatto che il boss li aveva “costretti”, per causa mia, ad applicarsi in una disciplina cui non erano abituati e che richiedeva più impegno di quanto ne avessero messo fino ad allora.

Questo per comprendere quanto la fotografia sia importante durante un servizio investigativo.

Ma perché è così importante?

Effettivamente una fotografia (o un filmato) non ha in sé una valenza probatoria.

Risulta però fondamentale per una serie di motivi. Vediamoli insieme:

  • Innanzitutto un collaboratore, attraverso una fotografia, riesce a dimostrare al proprio capo la veridicità del suo rapporto. Il boss si sentirà più tranquillo e non avrà dubbi su quanto accaduto.
  • Inoltre la fotografia gioca un ruolo fondamentale nell’opera di convincimento del giudice. Un report articolato e ben scritto è necessario per essere persuasivi in sede giudiziaria ma se corredato da fotografie scattate durante la sorveglianza, lo stesso diviene inattaccabile e il giudice rimane sempre ben impressionato.
  • Infine fotografare è rilevante perché c’è grande differenza tra il presentare al cliente una semplice relazione scritta oppure mostrargli numerose fotografie che immortalano quanto osservato durante l’indagine. Spesso i clienti sono attratti soltanto dalle foto e non degnano di uno sguardo il rapporto finale. Una fotografia dice più di mille parole.

Per vari motivi dunque fotografare è un’abilità che non deve mancare a un detective professionista.

Cominceremo dalla prossima settimana le nostre lezioni sulla fotografia investigativa.

Non aspettatevi un corso base sulle tecniche fotografiche. Un detective non deve saper fotografare come un professionista, non deve necessariamente conoscere la regola dei terzi o i vari tipi di bilanciamento del bianco, nemmeno essere istruito sulla composizione del sensore o altre specifiche tecniche. Queste sono cose importanti ma potrete cimentarvi con calma una volta appassionati.

Nelle lezioni che seguono illustrerò tutto ciò che serve a un detective per imparare a fotografare e ad ottenere buoni scatti, senza addentrarmi in problematiche troppo specifiche.

Mi scuso fin d’ora con i professionisti della fotografia se userò un linguaggio da profano.

Mi approccerò come se chi legge non avesse mai tenuto in mano una macchina fotografica con comandi manuali e cercherò di spiegare con un linguaggio semplice e comprensibile le varie tecniche e i vari trucchi di questo mondo meraviglioso che è la fotografia.

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