22
Apr2020

Gli “idioti” della giustizia fai da te in tempi di quarantena

In periodo di quarantena spopolano gruppi Facebook in cui gli utenti si riuniscono per postare fotografie dei soggetti che violano il divieto di uscire di casa.

Tralasciando il fatto che siamo tutti d’accordo nel dire che NON bisogna uscire di casa se non per assoluta necessità, vorrei spiegare alcune cose a questi “geni” i quali, non avendo altro da fare, assurgono a paladini della giustizia (probabilmente la loro vita è talmente poco interessante che devono improvvisarsi poliziotti o magistrati per renderla un po’ più sopportabile).

E’ ancora una volta la pazzia di Facebook a farla da padrona. Il social network per eccellenza, e tanto caro a noi detective, come sempre raccoglie campioni di ignoranza che, purtroppo, hanno anche il diritto di dire la loro. Non so cosa spinga questi “fenomeni” ad improvvisarsi carabinieri o segugi, resta il fatto che, nella loro immacolata ignoranza, IGNORANO (appunto) che la loro condotta è completamente illegale

PERCHE’ E’ ILLEGALE?

Innanzitutto, dal punto di vista logico, se era illegale prima postare foto di sconosciuti riconoscibili (tramite volto o tramite targa di autovettura) sulla piattaforma Facebook, senza consenso, è illegale anche in periodo di quarantena (non è che la quarantena cancella il diritto alla privacy).

E’ lecito fotografare chi si vuole se questi si trova su suolo pubblico, quello che è illegale è POSTARE LE FOTO su qualsiasi piattaforma o social network ed esporre il soggetto al pubblico massacro.

E’ pura violazione della privacy delle persone: addirittura, sotto alcune foto, gli “idioti” hanno menzionato il nome dei soggetti (che fighi che siete, l’avete riconosciuto!). Ed è pure capitato che il nome di un soggetto corrispondesse a uno degli “idioti” iscritto al gruppo: cioè l’”idiota” si è iscritto al gruppo per fare il poliziotto e poi è stato fotografato dagli altri “idioti” mentre usciva di casa. Si è giustificato dicendo che era uscito per prendere il pane (ho capito “idiota”, ma quando due giorni fa avevi fotografato il tuo vicino di casa mentre camminava per la strada non ti è venuto in mente che forse anche lui andava a prendere il pane?).

COSA SI RISCHIA

Senza addentrarmi in questioni troppo legali, gli “idioti” rischiano una bella denuncia per violazione della privacy con conseguente rischio di risarcimento da pagare in sede civile, oltre a dover rispondere, in alcuni casi, del reato di diffamazione aggravata.

Solo le Forze dell’Ordine possono accertare le violazioni, questo è bene ribadirlo. Il privato cittadino non può “fare giustizia” da sé: se proprio ha intenzione di aiutare chiami le Forze dell’Ordine e chieda loro di intervenire. Ma alla fine non chiamano e fanno i fenomeni su Facebook.

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