06
Mar2019

Ottenere informazioni su persona: il protesto

Buongiorno detective! Proseguiamo con la disamina sulla banca dati CCIAA. Parliamo dell’ultima scheda disponibile per ottenere informazioni su una persona: la scheda protesti.

COS’E’ UN PROTESTO?

Giuridicamente parlando, il protesto è un atto pubblico attraverso il quale un Pubblico Ufficiale (detto anche “levatore”) attesta una delle seguenti situazioni:

  • mancata accettazione di una cambiale tratta
  • mancato pagamento di una cambiale
  • mancato pagamento di un vaglia cambiario
  • mancato pagamento di un assegno bancario (o postale)

In parole povere cosa accade? Vediamo di spiegarlo con un esempio pratico.

Luigi acquista dei mobili nuovi per il suo ufficio. Il fornitore gli presenta il conto da pagare. Si tratta di € 5.000,00. Luigi firma un bell’assegnino e lo consegna al fornitore. Il fornitore va ad incassare l’assegno, ma questo risulta “scoperto”. Il che significa che il nostro Luigi sul proprio conto corrente non ha abbastanza soldi per “coprire” la cifra di € 5.000,00. Ecco che quell’assegno viene “protestato” e Luigi va a finire nella banca-dati dei cattivi pagatori.

La situazione è un tantino più complessa ma per te che sei un investigatore è più che sufficiente.

PUBBLICITA’ DEL PROTESTO

Sappi che l’Ufficiale Giudiziario deve necessariamente trasmettere, alla fine del mese, l’elenco dei “titoli” (cambiali, assegni, vaglia) protestati alla competente camera di commercio.

Il debitore contro il quale ogni protesto è levato deve essere identificato con l’indicazione del nome, del domicilio, del luogo e della data di nascita (se persona fisica) o denominazione e indirizzo (se persona giuridica).

Il protesto è oggetto di pubblicità (in ambito giuridico la “pubblicità” non ha nulla a che vedere con il marketing, ma con lo scopo di “rendere pubblico”) ai fini della tutela dei creditori e di tutti i soggetti che abbiano (o intendano avere) rapporti economici e finanziari con il protestato.

IL REGISTRO PROTESTI

La scheda che puoi scaricare dalla camera di commercio ti sarà utile per capire se, ai danni di uno specifico soggetto, siano stati “levati” protesti. A seconda dei risultati puoi farti un’idea della persona su cui stai investigando.

Se un soggetto presenta una trentina di assegni protestati, fatti due domande sulla sua affidabilità 😉

Premetto che la visura protesti non fornisce il quadro completo di un soggetto, fornisce soltanto una panoramica del “passato” di un imprenditore, e solo dal punto di vista dei titoli protestati.

Per intenderci: non è detto che una persona che non presenti protesti sia un onesto imprenditore o non sia in cattive acque (potrebbe essere riuscito a “saldare” il titolo a pochi giorni dalla pubblicazione; o meglio ancora: l’imprenditore ha contratto i propri debiti in altri modi, ad esempio in contanti, tramite bonifico bancario o carta di credito, strumenti che non prevedono l’iscrizione a determinate banche dati).

Di contro non è detto che un soggetto a cui siano stati levati protesti in passato sia oggi un cattivo pagatore: se il protesto risale a diversi anni prima è bene accertarsi della situazione presente, il soggetto potrebbe essere diventato nel frattempo un imprenditore milionario e molto solvibile.

QUALI INFORMAZIONI POSSO ESTRAPOLARE DAL REGISTRO PROTESTI?

Di seguito le info che è possibile estrapolare dalla scheda protesti:

  • atto di protesto: con indicazioni del “numero di repertorio” (per noi poco interessante), data levata (molto più interessante!), luogo della levata.
  • natura del titolo: si tratta di cambiale, assegno? Indicazioni sulla data di scadenza, sulla somma dovuta, e sul motivo del mancato pagamento.
  • dati anagrafici del debitore: se persona fisica saranno indicati nome e cognome, data e luogo di nascita, codice fiscale e domicilio dichiarato; se si tratta di impresa sono indicati la ragione sociale (il nome della ditta), la partita iva (o il codice fiscale) e l’indirizzo della sede legale.

Nessuna indicazione invece viene fornita in merito al creditore. E per noi è un peccato, poiché la notizia darebbe uno slancio in più nell’indagine dell’investigatore.

CANCELLAZIONE DAL REGISTRO PROTESTI

Sappi che un soggetto può richiedere la cancellazione del proprio nome dal registro dei protesti.

Pagando una mazzetta all’impiegato dell’ufficio competente? Anche, purtroppo!

Ma andiamo a vedere i metodi legali.

Cominciamo col dire che la situazione cambia a seconda che il titolo levato sia una cambiale o un assegno.

In caso di assegno non sarà sufficiente “pagare” la somma scoperta. Se il nome del soggetto è stato iscritto al Registro dei Protesti, è necessario ottenere una riabilitazione dal Tribunale competente. In parole povere il “protestato” deve conseguire un decreto (riabilitativo) da presentare all’ufficio protesti. Criteri da soddisfare per ottenere il decreto sono:

  • aver provveduto al pagamento dell’assegno scoperto.
  • deve essere trascorso un anno dall’ultimo protesto.

Riguardo alle cambiali, il soggetto, provveduto al pagamento entro un anno dalla cambiale o dal vaglia protestati, può presentare direttamente richiesta di cancellazione alla CCIAA, senza passare da un Tribunale per l’ottenimento del decreto di cui sopra. In caso di rifiuto da parte dell’ufficio protesti, potrà ricorrere al giudice di pace.

Se il pagamento è stato disposto dopo un anno dal protesto, egli dovrà ottenere la riabilitazione dal Tribunale competente, seguendo il medesimo iter previsto per gli assegni.

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