15
Mag2019

Il truffatore… irreperibile!

Quando si parla di irreperibilità, si parla di grossi truffatori. E’ evidente che chi brama di “sparire” lo fa per arrecare danni senza possibilità di essere “trovato”.

Fatta questa doverosa premessa, parliamo dell’irreperibilità.

Hai idea di quante truffe si possano commettere se ci si rende a tutti gli effetti irreperibili? Prova a pensarci, in fondo dipende tutto da questo.

Al di là della tua innata onestà, chiediti perché hai paura a commettere qualsiasi tipo di illecito: semplice, perché sai che ti troverebbero in un secondo.

Il tuo nome e il tuo cognome sono segnalati all’anagrafe della tua città, li vedi impressi sull’intestazione del tuo conto corrente, sulle bollette della luce, del gas, della spazzatura, hai fornito i tuoi dati al gestore telefonico, hai scritto nome e cognome persino sul citofono. E logicamente, ogni volta che compili qualche modulo, rilasci copia della tua carta d’identità.

E’ normale che chiunque possa trovarti. Certo, noi non abbiamo niente da nascondere ed è per questo che noi comuni mortali nemmeno potremmo “pensare” di commettere qualche illecito. Ci identificherebbero immediatamente.

Ma allora come fa una persona a scomparire? Come è possibile che qualcuno non sia rintracciabile? Queste domande ce le poniamo noi esseri “normali”. Noi che consideriamo ordinario cambiare indirizzo di residenza quando ci trasferiamo (semplicemente perché vogliamo che la posta arrivi al nostro indirizzo), noi che non vogliamo far fatica a ricevere multe e bollette, noi che desideriamo scrivere il nostro fighissimo “cognome” sul citofono.

Per i truffatori la questione è assai diversa. Questi individui sono disposti ad affrontare qualche piccolo sacrificio pur di rimanere nell’ombra e non “farsi trovare”.

Tieni conto che la maggior parte delle truffe commerciali viene messa in atto con la complicità di professionisti disonesti, conoscenti e amici, che in qualche modo “proteggono” il delinquente dietro compenso.

Può sembrarti strano ma alcune delle “tattiche” usate da questi truffatori sono perfettamente replicabili: persino da te, che sei una persona normale.

Parto subito con un esempio banale, che ti farà capire come “rendersi irreperibile” non è poi questione così complessa.

Marco è un normalissimo ragazzo di 18 anni e vive in un bell’appartamento insieme ai suoi genitori. A un certo punto, decide di andarsene da casa perché vuole cavarsela da solo, senza l’aiuto dei parenti.
Si trasferisce in un appartamento in affitto, nella medesima città. Non effettua però il cambio di residenza: la posta indirizzata a lui giunge all’indirizzo dei genitori, sulla propria carta d’identità l’indirizzo è rimasto quello dei genitori, se acquista qualcosa on-line spedisce tutto all’indirizzo dei genitori. Non mette nemmeno il cognome sul citofono del nuovo appartamento. In parole povere: per il mondo intero Marco vive ancora con i genitori.
Non ha nulla di intestato: l’autoveicolo che usa è intestato al padre e la casa in cui vive non è di proprietà (dal momento che è in affitto). Il saldo del suo conto corrente ammonta soltanto a € 2.000,00 e i genitori vogliono così bene al loro figliolo che, pur di permettergli di farsi strada nella vita, impiegano una parte della loro pensione per pagargli l’affitto dell’appartamento.
Un giorno Marco entra in un negozio di orologi di lusso intendendo acquistare un Rolex da € 15.000,00. Come può permetterselo dal momento che è a tutti gli effetti “povero”? Vediamo.
Pur di comprarlo aderisce a un finanziamento. Deve pagare immediatamente € 1.000,00 con carta di credito, in seguito potrà saldare con rate da € 500,00 al mese, il tutto dopo la firma sul contratto di finanziamento e dopo aver rilasciato copia dei suoi documenti. Marco sborsa € 1.000,00 e acquista il Rolex: ora è soddisfatto, possiede un orologio di lusso e può mostrare a tutti come i soldi per lui non siano un problema.
Il mese successivo Marco non si sogna minimamente di fare il bonifico da € 500,00.
I gestori del negozio di orologi sono tranquilli però: Marco ha rilasciato i suoi dati, possiedono la copia della sua carta d’identità, inoltre conoscono il nome della banca presso cui il ragazzo è intestatario di conto corrente (rilevabile tramite i dati della carta di credito con cui Marco ha pagato l’anticipo).
Contattano comunque il ragazzo, il quale inizialmente risponde. Dice che ha dimenticato di effettuare il bonifico, ma dichiara di non preoccuparsi che provvederà appena possibile.
I mesi passano e i soldi del Rolex venduto a Marco non si vedono. I gestori del negozio contattano il ragazzo più volte, Marco però si nega al telefono e non risponde più. A questo punto i gestori si preoccupano: cominciano a pensare che il rischio di aver perso € 14.000,00 sia più che tangibile. Passano notti insonni chiedendosi come mai quel simpatico ragazzo si sia comportato in quel modo.
Sono passati ormai quattro mesi e, stremati, i gestori decidono di procedere al recupero del credito: un lungo iter che dovrebbe, in teoria, condurre al recupero dei soldi “mai visti” ma “dovuti” da Marco.
L’iter dura mesi, durante i quali i gestori sono costretti a pagare le spese legali per affrontare il recupero. Al termine degli accertamenti vengono a sapere che Marco è “nullatenente”: non ha case intestate, non è proprietario di automobili e sul suo conto corrente il saldo è di soli € 1.000,00. Inoltre, cosa ancora più grave, è irrintracciabile. Sì perché pur di andare a parlargli, i gestori si sono recati all’indirizzo di residenza. Ma qui hanno trovato i genitori, i quali pur di proteggere il loro “bambino” negano di sapere dove si trovi. A questo punto i gestori non sanno più cosa fare. Inutile cercare il ragazzo chissà dove, forse meglio sporgere denuncia alle Forze Dell’Ordine.
Ai gestori del negozio di Rolex infatti viene in mente che Marco possa vivere “in affitto” da qualche parte e sanno che gli affitti devono necessariamente essere registrati presso una specifica banca dati dell’Agenzia Delle Entrate, ma che la stessa è consultabile solo da Pubblici Ufficiali: forse la Polizia può dar loro una mano.
Credi che la Polizia si sia “sporcata le mani” per recuperare il credito? Credi male, e i truffatori lo sanno bene. Le Forze dell’Ordine la maggior parte delle volte non si muovono. Pensa alle persone che subiscono un furto in appartamento: queste chiamano immediatamente la Polizia sperando che gli agenti arrivino risolvendo tutti i problemi. Alcuni sono convinti che, come accade nei fumetti, si riesca persino a recuperare la refurtiva. Ma è un’assurdità persino pensarlo. Le Forze dell’Ordine, più che raccogliere la denuncia non possono fare. Non per incapacità ci mancherebbe, si tratta di una questione fisica e burocratica: i pubblici ufficiali sono talmente immersi nelle loro pratiche quotidiane che non muoverebbero un dito per un furto in appartamento, figurarsi per recuperare un credito. Le Forze dell’Ordine utilizzano le loro energie solo per questioni di grande rilevanza sociale (omicidi, spacci internazionali, grosse evasioni fiscali ecc.), non certo per recuperare i tuoi “miseri” € 14.000,00.
Per inciso: mio zio subì il furto di un’auto. Gli impianti di video-sorveglianza ripresero perfettamente in volto i colpevoli. La Polizia disse che sarebbe stato impossibile identificarli tra migliaia di persone e lasciò perdere senza nemmeno fare un tentativo.
Certo, sarebbe stato impossibile, e su questo siamo d’accordo. Il problema è che la gente comune non lo sa e crede che le forze dell’ordine possano risolvere qualsiasi problema. Ma non è così. E i truffatori lo sanno bene.
Tornando alla nostra storia: il ragazzo la farà franca, semplicemente per non aver modificato l’indirizzo di residenza, essendo disposto a qualche sacrificio e ad accettare il rischio sapendo che il gioco vale la candela.

So che il discorso è semplicistico e obietterai che non sempre i genitori sono disposti a proteggere il figlio, non sempre sul conto corrente si hanno a disposizione pochi euro, non sempre i genitori pagano l’affitto al figlio. E’ vero, ma sappi che per ognuna delle tue obiezioni c’è una scappatoia, ed è sufficiente conoscere la legge.

Ci sono persone infatti che agiscono in maniera più articolata. E’ una cosa che puoi fare persino tu. Vediamo.

COME SPARIRE IN POCHI GIORNI

Poniamo che tu ora viva, solo, all’indirizzo di casa tua. Sei residente lì, domiciliato lì, tutta la posta arriva lì, hai il tuo bel nome sul citofono: insomma sei una persona normale.

Come puoi fare per renderti completamente irrintracciabile?

Semplice: puoi spostarti di soli 900 metri e farla franca. Come? Vediamo.

Poniamo che il tuo migliore amico viva, solo, in una grande e spaziosa casa a pochi metri da te, magari in una via traversa.

Vai dal tuo migliore amico e chiedi se può farti un favore. Vuoi spostare la residenza a casa sua e siccome è il tuo migliore amico non farà opposizione (se la fa, puoi pagargli una somma di cinquanta euro al mese per il “disturbo”, questo lo convincerà simpaticamente ad accettare).

La sua casa è grande e spaziosa, ha persino due posti letto. Cosa fai allora: prendi il tuo bel pc portatile, una parte del tuo guardaroba, alcuni tuoi oggetti personali (spazzolino, dentifricio, accappatoio ecc.) e porti tutto dal tuo amico. A quel punto ti rechi in Comune e chiedi il cambio di residenza.

Quando il pubblico ufficiale farà l’accertamento non dovrai fare altro che dirgli: “ho deciso di vivere qui insieme al mio migliore amico”. L’agente vedrà la casa bella grande, due posti letto, due accappatoi, due spazzolini e non avrà dubbi sulla veridicità delle tue intenzioni (anzi, non si porrà nemmeno il problema). Ti augurerà una buona permanenza e se andrà. A quel punto riporti tutte le tue cose a casa tua, togli l’etichetta con il tuo cognome dal citofono, e rimani a vivere lì, come hai sempre fatto.

Ecco che, d’ora in avanti, tutte le persone con cui contrarrai debiti verranno a cercarti a casa del tuo amico (cioè il tuo indirizzo di residenza), e il tuo caro compare (visto che gli stai molto simpatico) risponderà così ad ogni domanda che gli verrà posta dai tuoi creditori: “Non l’ho mai sentito nominare, non so neanche chi sia”.

Ecco che anche tu sei… scomparso! Rendendoti irreperibile e irrintracciabile.

Eppure vivi a 900 metri di distanza! L’unico impegno richiesto è andare a ritirare la posta a casa del tuo amico e farti recapitare lì qualsiasi pacco o raccomandata.

Non è così difficile no? Il pubblico ufficiale che ha accertato la residenza, quel giorno ne aveva accertate altre tre o quattro, così come nei giorni successivi: figurati se si ricorda di uno così “normale” come te. Insomma, il gioco è fatto!

Se non hai case o auto intestate praticamente puoi indebitarti fino al collo ed acquistare qualsiasi cosa gratis perché nessuno saprà dove trovarti.

E’ una vergogna vero? Forse, ma è la pura verità: è così che si comporta un perfetto “disonesto” irrintracciabile.

Certo una bella dose di rischio c’è, ed è l’unico motivo per cui una persona onesta come me e come te non si comporterebbe in questo modo. Noi non siamo disposti ad “accettare” il rischio, senza contare che troviamo la cosa completamente “immorale”. Ma i disonesti no, loro accettano il rischio e se ne infischiano dell’immoralità.

Sanno perfettamente che, se “pizzicati”, passerebbero grossi guai con la giustizia, ma accettano il rischio. Considerano semplicemente che è “poco probabile che ciò accada”.

Leave your comment

Please enter your name.
Please enter comment.