28
Apr2020

Il linguaggio dell’uomo VS Il linguaggio della donna

Per ottenere informazioni, dobbiamo essere in grado di sostenere un dialogo persuasivo con l’interlocutore, in modo tale da “spingerlo” a rivelare l’informazione richiesta.

All’interno del blog ti ho già fornito diversi consigli per migliorare la tua predisposizione al dialogo, ma è necessario fare un’importante precisazione.

A seconda che l’interlocutore sia uomo o donna, cambieranno le modalità di conversazione.

ATTENZIONE! Non cambiano i principi di base. Quelli rimangono identici e sono validi per qualsiasi situazione: l’atteggiamento, la postura, mostrarti di valore, la positività ecc. sono capisaldi di qualsiasi conversazione efficace.

La cosa importante è calibrare efficacemente il modo di porsi, le tecniche e persino gli argomenti di conversazione a seconda del genere della persona che ti troverai di fronte.

DIFFERENZA TRA IL LINGUAGGIO MASCHILE E QUELLO FEMMINILE

Devi capire che noi uomini siamo prettamente LOGICI. Mentre le donne sono esseri EMOZIONALI.

Parliamo, come al solito, a livello statistico: poi è ovvio che il classico “maschiaccio” esista, ed è ovvio che esista l’uomo maggiormente capace di estrinsecare la sua parte “femminile”. Ma il detective deve sempre affidarsi alla statistica e cioè alla “maggiore probabilità” quando svolge la professione.

Il linguaggio della donna è fatto di emozioni, di colori, di sensazioni. Quello dell’uomo è pressappoco identico a una formula matematica.

A noi piace avere degli schemi, delle formule, e soprattutto non ci piace notare i particolari.

Le donne sono completamente diverse: si fanno letteralmente trasportare dalle emozioni e ogni loro discorso implica sensazioni. Loro parlano con i 5 sensi.

Provate a chiedere a un uomo di parlare della sua macchina nuova. La sua risposta sarà pressappoco questa: “centosessanta cavalli, millenove di cilindrata, interni in pelle, da zero a cento chilometri di otto secondi: un portento”.

La risposta della donna sarà: “è belliiiissima, piccolina, comoda, quando viaggio mi dà la sensazione di…”.

Insomma hai capito: di qualunque cosa si stia parlando, la donna parlerà attraverso emozioni, l’uomo rimarrà sul pratico.

Ma le differenze non finiscono qui: provate a osservare una conversazione tra due uomini. Questa avrà una forma a cono. Immaginatevi il cono di un gelato: più ampio all’inizio, si restringe man mano che si scende. L’uomo tende ad andare dal generale al particolare. Una conversazione tra uomini è più o meno di questo tipo:

 

UOMO 1: “Dove sei stato in vacanza”

UOMO 2: “Sono andato in Spagna”

UOMO 1: “Dove esattamente?”

UOMO 2: “Madrid”

UOMO 1: “Quanto sei stato?”

UOMO 2: “Due settimane”

 

Per le donne è esattamente l’opposto: partono da piccoli particolari per sviscerare l’argomento, parlando infine dello stesso in termini più generali. Il loro dialogo avrà la forma di un cono rovesciato.

 

DONNA 1: “Dove sei stata in vacanza”

DONNA 2: “Wow sono stata in Spagna era la prima volta che ci andavo. Bellissima!”

DONNA 1: “Immagino. Quanto ti sei divertita?”

DONNA 2: “Tantiiiissimo. Eravamo in un hotel a 4 stelle… il posto era… abbiamo passato le giornate a….”

 

Insomma: hai capito!

L’IMPORTANZA DELLA CALIBRAZIONE

Il detective, approcciando un uomo o una donna, terrà a mente questa differenza di linguaggio. Dovrà pertanto essere in grado di approcciarsi al meglio al sentire emozionale della donna.

Per un uomo è la parte più difficile, “interessare” una donna implica più che mai far leva sulle emozioni e sul linguaggio emozionale. Per questo motivo ritengo indispensabile che, quando hai di fronte una donna, tu faccia entrare in gioco la seduzione: una donna attratta da te è una fonte inesauribile di informazioni.

Approcciare e sostenere un dialogo con un uomo sarà molto più semplificato sia che il detective sia uomo e ancor di più se la detective è donna (non mi fare esprimere troppo su questo argomento ma, per una detective donna, “interessare” un uomo è un po’ come per noi versare dell’acqua in un bicchiere e riuscire a berla: cioè è la cosa più semplice del mondo).

Se sei uomo, approcciando un uomo in modo emozionale riuscirai comunque a fare breccia in quanto l’uomo non è abituato a un linguaggio del genere e sarà più semplice farlo abboccare. D’altro canto, anche senza utilizzare il linguaggio emozionale, l’uomo sarà sempre facilmente approcciabile (se l’approccio è fatto bene) in quanto utilizzando un linguaggio logico lo farai sentire comunque “a casa sua”.

In conclusione: la capacità di calibrare il proprio atteggiamento e il proprio linguaggio, a seconda del genere dell’interlocutore, sarà fondamentale per arrivare ad ottenere informazioni.

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