20
Giu2017

Il pedinamento: la prima qualità del pedinatore

Eccoci arrivati agli articoli cruciali del blog. Come potete immaginare il pedinamento costituisce l’attività principale dell’investigatore privato.

Innanzitutto una premessa: il detective è assimilabile a qualsiasi altro normale cittadino e deve sottostare a tutte le leggi cui è subordinato quest’ultimo (se non di più), non gode quindi di particolari privilegi sulla strada, né a piedi né a bordo della sua automobile.

La questione è particolarmente dibattuta tra gli addetti ai lavori. Io stesso sono convinto che l’investigatore privato dovrebbe disporre di alcune agevolazioni, quanto meno mentre svolge un pedinamento a bordo di un’autovettura.

Esempi pratici: se il detective deve pedinare un Taxi che viaggia nella corsia riservata sarà sottoposto a sanzione se la zona è sorvegliata da telecamere; se deve eseguire un sorpasso azzardato per non perdere contatto con il sorvegliato nessun addetto della Polizia Locale gli negherà una multa se colto in flagranza; lo stesso discorso è valido per un passaggio in presenza di semaforo rosso. Provate a spiegare al Cliente che vi siete fatti sfuggire il sorvegliato perché non siete “passati col rosso”, probabilmente vi riderà in faccia appellandovi a rammolliti.

Come ho già spiegato, se l’investigatore è costretto a violare il codice della strada significa che ha commesso degli errori in precedenza ma alle volte è davvero inevitabile (anche se un bravo detective con l’esperienza limita al massimo queste eventualità) ed è impossibile farlo capire agli agenti della stradale. Ogni tanto se ne trova qualcuno condiscendente il quale, una volta mostrato il tesserino di riconoscimento, chiude un occhio e vi lascia proseguire ma il più delle volte sarete sottoposti a sanzione.

Tralasciamo ora questioni giuridiche e lamentele di un giovane investigatore e occupiamoci del pedinamento vero e proprio. Ne esistono tre modalità: in auto, a piedi, in moto. Tutte le tipologie sono importanti e saranno trattate nello specifico in articoli dedicati.

Pedinare qualcuno significa in buona sostanza seguire un soggetto, osservare le sue mosse e riportare i suoi spostamenti senza essere individuato (sia dal pedinato, sia dalla gente attorno).

Gli investigatori che si avvicinano per la prima volta a questo mestiere sono terrorizzati dall’idea di essere scoperti dal proprio sorvegliato perciò sono soliti mantenersi a una distanza considerevole e perdono quasi sempre contatto. L’esperienza insegnerà a calibrare la tensione e a trovare il giusto equilibrio tra la paura di essere individuati e il rischio di lasciarsi sfuggire il soggetto.

Nessun detective può vantare di non aver mai perso contatto con il proprio sorvegliato e tanto meno di non essere mai stato “beccato” da quest’ultimo. Diffidate di chi vi dice il contrario, si tratta sicuramente di un ciarlatano: l’esperienza si fa con gli errori e nessuno nasce investigatore.

Come accennato più volte la priorità del detective è la difesa per cui, per quanto possa sembrare strano, in un pedinamento bisogna prediligere il “non farsi vedere” piuttosto che il “seguire”: farete sempre in tempo a prendere le misure al vostro sorvegliato dopo aver perso contatto, più difficile ripetere il servizio se il vostro uomo si è accorto di essere seguito. “Bruciarsi” è molto più grave che “perdere contatto”. Tenete sempre a mente questa regola aurea e vedrete che sarete già un pezzo avanti nel diventare bravi investigatori.

Premettiamo che la difficoltà di un pedinamento dipende il più delle volte dalla persona che avete di fronte. E’ come una partita a scacchi in cui il vostro uomo non sa di dover giocare, è una sfida con il vostro sorvegliato e sarà il livello di attenzione di quest’ultimo a stabilire la difficoltà del match. Esistono persone così poco sveglie su cui potreste inciampare senza che si accorgano di essere pedinate, al contrario ci sono persone così attente che sarete costretti ad elaborare precise strategie per proseguire il pedinamento.

Seguivo una donna per conto del marito. Nell’ambito di un servizio per infedeltà coniugale ella era sospettata di tradimento. Tutte le volte che usciva per incontrare l’amante fingeva di recarsi in metropolitana, percorreva le scale mobili che conducevano ai tornelli d’ingresso, poi faceva dietro-front e tornava in strada, il tutto per depistare eventuali detective.

Entrambe le tipologie esistono ma la maggior parte delle volte vi troverete ad affrontare una persona mediamente sveglia, non un dormiente, ma nemmeno l’esperto criminale.

Come accennato nell’articolo sull’appostamento, la parte più difficile di un pedinamento è la partenza e il più delle volte un tallonamento ben riuscito dipenderà dall’accortezza che avete avuto nell’appostarvi nella posizione corretta.

Vediamo perché la partenza è così rischiosa.

Innanzitutto il vostro uomo presta la massima attenzione proprio nel momento in cui si allontana dalla propria abitazione. Mettetevi nei suoi panni: il più delle volte sa di essere nel “torto” (altrimenti un Cliente non avrebbe commissionato il lavoro), sospetta di essere seguito oppure non vuole farsi vedere da qualcuno di sua conoscenza, cosa fa? Appena esce di casa si guarda intorno. E’ il momento in cui il detective deve stare più attento: se seguirete i consigli illustrati in questo articolo non avrete di che preoccuparvi e le probabilità di essere immediatamente individuati saranno ridotte al minimo.

Sappiate che il vostro uomo manterrà un’attenzione costante per i primi chilometri per poi rilassarsi progressivamente man mano che si allontana dalle zone dove è conosciuto.

In secondo luogo la partenza è importante perché da essa dipenderà una buona parte del pedinamento successivo. Trovare un ostacolo alla partenza e non riuscire a superarlo significa in sostanza dover rinunciare al pedinamento. Nelle prime fasi della sorveglianza un detective non può ipotizzare (se non raramente) dove si recherà il sorvegliato. Sarà possibile farlo (anche in questo caso raramente) una volta che il pedinamento si trova in uno stadio avanzato, ma all’inizio non perdere contatto è di vitale importanza. Inoltre nelle fasi avanzate della sorveglianza, nonostante gli ostacoli possano presentarsi in qualsiasi occasione, gli stessi saranno più facilmente superabili poiché la concentrazione è al massimo livello, a differenza che all’inizio quando ancora non siete entrati completamente nell’ottica “pedinamento”. Un ostacolo all’inizio del percorso crea in generale maggiori difficoltà.

Infine la zona cui si opta per l’appostamento iniziale è solitamente di massima “copertura” in quanto scelta per rimanere in attesa diverse ore, a differenza dell’area ove il vostro uomo si è recato dopo un pedinamento la quale è preferita abitualmente più libera da ostacoli in quanto non vi sarà la necessità di rimanere nascosti a lungo e per giorni (se non in alcuni casi).

Passiamo ora ad elencare le qualità che non devono mancare ad un buon pedinatore. Si tratta di caratteristiche generali che, anche se non padroneggiate per natura, sono acquisibili con la pratica sul campo e l’esperienza.

GUIDA ESPERTA

E’ inutile che ci prendiamo in giro: un bravo investigatore deve saper guidare.

Saper guidare non significa possedere una guida fluida come la maggior parte di quelli che io chiamo “finti guidatori” lascia intendere, non significa nemmeno non cadere mai in distrazioni che possono portare a banali tamponamenti: errori di distrazione possono capitare anche ai piloti esperti, del resto Schumacher è uscito di pista diverse volte, e non è certo un dilettante. Non date retta a ciò che vi dicono i “finti guidatori” cioè coloro che utilizzano l’auto tre volte all’anno e pretendono di insegnarvi a guidare.

Saper guidare significa essere consapevole di come si sta sulla strada, avere la velocità mentale di comprendere una situazione ed affrontarla con estrema padronanza del mezzo, il tutto (nel nostro caso) per migliorare la propria condizione ai fini del pedinamento che si sta svolgendo.

Ci sono persone che hanno difficoltà a guidare nelle grandi città o in territori mai frequentati prima. Sono coloro che per tutta la vita hanno percorso in auto sempre il medesimo tragitto: casa – lavoro, lavoro – casa. Quando si trovano in una zona sconosciuta immediatamente si trasformano in neo-patentati, sembra che non abbiano mai guidato prima.

Un detective nel corso della propria esistenza sarà costretto a esplorare qualsiasi tipo di territorio, incontrerà qualsiasi tipologia di strada, di carreggiata, incrocerà qualsiasi prototipo di cartello stradale e in breve tempo diventerà più esperto di chiunque altro sulla strada, ancora più di un taxista o di un camionista. A differenza dei taxisti (che bazzicano più o meno nelle stesse zone) il detective lavorerà nei paesi più impensabili e a differenza dei camionisti dovrà superare difficoltà relative al pedinamento che nessun camionista si troverà mai ad affrontare.

Il detective sarà in grado di “fiutare” la presenza di una telecamera, di un autovelox, di un posto di blocco della stradale pur non avendo mai frequentato quel luogo. L’investigatore capirà in una manciata di secondi qual è il momento giusto per superare un’autovettura, per effettuare un sorpasso sulla destra senza creare fastidi agli altri veicoli, per transitare con un semaforo rosso senza rischiare la propria incolumità. Sarà in grado di individuare qualsiasi pertugio disponibile per avvicinarsi al proprio sorvegliato senza essere notato se quest’ultimo ha cominciato a prendere un certo distacco.

In poche parole il detective deve possedere una VISIONE D’INSIEME fuori dal comune, caratteristica di cui parleremo la prossima settimana.

Le prime volte è assolutamente normale possedere una visione d’insieme limitata sulla strada: l’inesperienza alla guida, l’ansia creata dal pedinamento, strade mai percorse in precedenza, sono tutti fattori che giocano contro la nuova recluta la quale con il tempo e con la maturità sarà in grado di trasformare la paura in adrenalina positiva.

Tenete conto che vi ritroverete a dover scattare fotografie e contemporaneamente sorpassare veicoli, questi sono casi estremi e capitano sporadicamente ma un bravo detective deve essere in grado di cavarsela all’occorrenza.

2 Commenti

  1. Complimenti per l’articolo, collega.
    Concordo in tutto; aggiungo che quella del soggetto che depistava eventuali detective è capitata anche a noi.
    A te, una donna, a noi è capitato un uomo che, “vittima” di pedinamenti precedenti, cercava di farla franca in maniera ancora più subdola. E’ risultato che addirittura timbrava e usciva dopo 30 / 40 minuti, anonimamente, per recarsi dall’amante.
    Per noi, come si suol dire, due piccioni con una fava: adulterio e assenteista.

    1. Grazie. Interessante il vostro caso. Il nostro lavoro è sempre imprevedibile 🙂

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