26
Ago2019

Fasi avanzate del recupero crediti

Eccoci di nuovo dopo le meritate ferie 😀

Proseguiamo la nostra disamina sul recupero crediti, prendendo in considerazione le fasi del pignoramento dei beni, del sequestro conservativo, oltre alla casistica giudiziale nel fallimento dell’imprenditore.

IL PIGNORAMENTO DEI BENI

Il pignoramento ha la funzione di vincolare i beni da assoggettare all’esecuzione forzata e consiste in una ingiunzione che l’ufficiale giudiziario fa al debitore di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito i beni oggetto dell’espropriazione e i frutti di essi.

Con il pignoramento, quindi, ha inizio il processo esecutivo diretto a sottrarre coattivamente al debitore determinati beni (pignorabili) facenti parte del suo patrimonio e a convertirli in denaro, al fine di soddisfare integralmente il creditore.

IL SEQUESTRO CONSERVATIVO

Il sequestro conservativo è una misura cautelare diretta a garantire il credito, quando vi sia il pericolo o il fondato timore di perdere la garanzia dello stesso (ad es. quando si presume che il debitore possa “nascondere” i beni oggetto di pignoramento, approfittando delle lungaggini del procedimento ordinario).

Pertanto, ancor prima di iniziare l’azione legale di recupero crediti, è possibile vincolare giuridicamente i beni pignorabili del debitore per poi convertire successivamente (con l’ottenimento della sentenza di condanna esecutiva) il sequestro conservativo in pignoramento.

I presupposti per la concessione del sequestro conservativo sono: la ragionevole apparenza del diritto (ovvero, esistenza del credito); il pericolo o il fondato timore di perdere la garanzia del credito.

LA FASE GIUDIZIALE DI RECUPERO CREDITI IN CASO DI FALLIMENTO DEL DEBITORE

In generale, nel caso in cui il debitore sia un imprenditore commerciale e si trovi in stato di insolvenza è possibile attivare la procedura concorsuale di fallimento. Tale procedura è finalizzata a realizzare coattivamente ed in modo paritario i diritti dei creditori, attraverso la liquidazione delle attività presenti nel patrimonio del debitore.

Quanto ai due requisiti, la qualità di imprenditore implica che sono esclusi dalla procedura fallimentare: piccoli imprenditori, imprenditori agricoli, enti pubblici (per i quali è prevista la liquidazione coatta amministrativa), e le grandi aziende in crisi (per le quali è prevista l’amministrazione straordinaria).

Infine, stato di insolvenza significa che il debitore non è più in grado di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni, e può essere provato ad es. attraverso una serie reiterata di protesti cambiari, un verbale di pignoramento con esito negativo (ad es. per mancanza di beni pignorabili), ecc.

L’importante è che il debitore non riesca a dimostrare la sua capacità di rimborso anche mediante un piano di rientro. Con la sentenza dichiarativa di fallimento il debitore viene privato dei suoi beni (con alcune eccezioni: assegni a carattere alimentare, beni e diritti strettamente personali, ecc.) che vengono sottoposti all’amministrazione del curatore fallimentare, il quale redige l’inventario e provvede alla loro liquidazione.

Il discorso sul recupero crediti non finisce qui. Approfondiremo il tutto nei prossimi articoli.

Settimana prossima si tornerà invece a parlare di spionaggio telefonico 😀

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