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Mag2019
Aenigma Investigazioni

A proposito di serie tv e investigazioni

L’altra sera stavo guardando una serie televisiva (il genere, manco a dirlo, era poliziesco) e mi sono ritrovato a pensare a quanto davvero certe dinamiche differiscano in modo grossolano dalla realtà. E’ una serie tv certo, starai pensando.

Intendiamoci: sono un divoratore di serie tv, specialmente di genere giallo, crime e thriller. E le guardo con passione, senza pregiudizi di sorta, apprezzandole nonostante l’abissale distanza con la realtà.

Non voglio fare polemiche e nemmeno il super professore che contesta certi sviluppi soltanto perché “del mestiere”, lo giuro.

Questo è un blog per appassionati di investigazioni e sarebbe incompleto se non fornissi alcune delucidazioni sulla differenza tra fiction e realtà, una differenza che a tutta prima non salta all’occhio, inducendo il povero spettatore a credere che “certe cose” siano effettivamente possibili.

Lo ammetto, scrivo queste poche righe anche per difendermi da alcuni clienti che contattano l’agenzia pretendendo azioni assurde e, quando resi edotti sulla reale impossibilità di compierle, insoddisfatti mi domandano: “Ma davvero non può farlo? Ma cosa ci vuole?”.

Allora elenchiamo queste differenze, il tutto con una sana dose di divertimento 😀

IL PEDINAMENTO E’ UNA CONTINUA SCOMMESSA

Se ci fai caso, ogni pedinamento di qualsiasi serie televisiva va sempre a buon fine. Non ci si pone nemmeno il problema: si dà per scontato che mettendosi alla guida del mezzo si riesca a seguire l’altro soggetto.

Lo stesso sceneggiatore non perde tempo a pensare ai vari semafori rossi, rotonde con traffico, segnali di stop, macchine parcheggiate in doppia fila che ostruiscono il passaggio, automobilisti ritardati che sono d’ostacolo, ciclisti, pedoni e chi più ne ha più ne metta.

No! Durante i pedinamenti delle fiction gli ostacoli della strada non esistono! Sulla carreggiata si vedono soltanto due auto: quella del protagonista e quella del pedinato, come se gli altri automobilisti fossero scomparsi. Beh, magari nella realtà fosse sempre così! 😀

LA DISTANZA DURANTE I PEDINAMENTI NON E’ MAI QUELL CORRETTA

E qui mi riaggancio al paragrafo precedente. Dal momento che nelle fiction gli altri automobilisti “scompaiono”, il protagonista e il pedinato rimangono sempre soli.

Se ci fai caso, nelle inquadrature, entrambe le vetture risultano a vista e la distanza tra i due veicoli è sempre minima (anche di notte!). Come se il pedinato fosse tanto rincitrullito da non accorgersi, dopo svariati chilometri, che l’auto che lo precede sia sempre la stessa. Beh, inutile dirti che la realtà è un tantino diversa: se si mantenesse la distanza illustrata nelle fiction, il pedinato si accorgerebbe immediatamente.

NASCONDERSI DIETRO AI MURI DURANTE UN PEDINAMENTO A PIEDI

Spesso nelle fiction si osservano pedinamenti a piedi ai limiti dell’assurdo. Il protagonista si muove come gatto Silvestro (atteggiamento che farebbe insospettire chiunque), nascondendosi dietro ai muri in pieno centro senza che nessuno lo noti o senza che nessuno si insospettisca. Delle volte il protagonista scatta addirittura una fotografia, e nessuno lo vede!

Beh sappi che esistono tecniche precise per scattare fotografie di nascosto, e non è sufficiente alzare la macchina fotografica per pochi secondi. Inoltre, come ti ho già spiegato all’interno del blog, nel nostro lavoro è importantissimo non essere visti, non solo dal sorvegliato, ma anche dalla gente intorno. Non si può dare per scontato che un passante non sia un conoscente diretto del pedinato o semplicemente che, insospettito, non venga a chiedere spiegazioni sul tuo comportamento, compromettendo inevitabilmente l’indagine.

SEGUIRE UNA PERSONA ALL’INTERNO DI LOCALI

Capita spesso che il detective delle fiction (o il protagonista di turno), vedendo il pedinato fare ingresso in un locale (ad esempio un bar), entri dopo di lui per verificare cosa faccia all’interno. E chissà perché il pedinato non si accorge mai di nulla! Nemmeno quando, all’uscita del locale, il detective si mette a seguirlo di nuovo.

Beh sappi che non è così semplice: è vero, può capitare che l’investigatore debba accedere a un qualsiasi locale per verificare cosa faccia all’interno il proprio pedinato, ma si tratta di situazioni limite, situazioni in cui è necessario spingere al massimo per ottenere il risultato, specialmente se fino a quel momento non hai raccolto nulla.

Tieni sempre presente che il rischio di essere individuati all’interno di piccoli locali è altissimo, e raramente riuscirai a udire le conversazioni tra il tuo sorvegliato e il soggetto con cui si incontra.

Nelle fiction invece i rumori di sottofondo spariscono e il detective riesce sempre ad ascoltare ciò che si dicono due soggetti seduti a un tavolo di un bar! Per altro non capisco come mai nelle fiction, ogni qual volta il detective ascolta il dialogo, i soggetti non parlano mai del più e del meno ma proprio della notizia che l’investigatore voleva conoscere! Fidati, nella vita reale non sarai così fortunato.

L’APPOSTAMENTO DURA SEMPRE 5 MINUTI!

E’ la domanda che mi pongo più spesso. Perché quando gli investigatori delle fiction si appostano, il soggetto esce dopo 5 minuti? 😀

Sappi che la realtà è completamente diversa: il più delle volte, quando ti apposterai, dovrai attendere ore prima che il soggetto esca di casa. Quando uscirà, lui sarà fresco come una rosa mentre tu avrai alle spalle ore di appostamento: la lucidità e la concentrazione saranno già calate notevolmente.

METTO UN CELLULARE CON LOCALIZZATORE NELLA TASCA DEL PEDINATO E SONO A POSTO!

Si tratta di una scena visionata l’altro ieri ed è quella che mi ha fatto scattare l’idea dell’articolo. Vediamola!

Un tizio, per seguire una persona a distanza, ha inserito di nascosto un telefono cellulare (con localizzazione attiva) nella tasca del giubbotto del sorvegliato mentre questi era distratto. Ed è riuscito a seguirlo per due giorni!

Certamente! Come se il tizio non mettesse mai le mani in tasca durante il tragitto e soprattutto, una volta giunto a casa, non svuoti le tasche del giubbotto.

Ti assicuro che se lo avessi fatto tu durante un servizio, dopo venti metri il soggetto si sarebbe accorto del telefono cellulare: non perché sei sfortunato, ma perché è fisiologico che sia così! Quante volte metti le mani nelle tasche della tua giacca quando cammini? Credo ogni due/tre minuti. E ti sembra possibile che quando giungi a casa non ti accorga di un cellulare che ti hanno infilato nella tasca del giubbotto???

Insomma, se la realtà corrispondesse a quanto si vede nelle fiction… quanto sarebbe bello essere investigatori! 😀

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