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Gen2019

Le banche dati investigative: l’universo della CCIAA

Eccoci alla prima banca dati utile per ottenere informazioni su persone e aziende.

Trattasi della banca dati della Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura (da qui l’acronimo CCIAA).

Una premessa è doverosa: le informazioni contenute in camera di commercio sono a pagamento, pertanto per ogni documento dovrete sborsare una modesta cifra. Il costo di ogni scheda varia a seconda delle informazioni contenute. Sappiate che i prezzi sono veramente accessibili: non vi ritroverete mai a spendere più di € 15,00 per documento.

Altra importante premessa: non potrete eseguire alcuna ricerca se non avete a disposizione il CODICE FISCALE (della persona o dell’impresa). In sostanza se non avete i dati anagrafici completi di un soggetto (nome, cognome, data e luogo di nascita), diventa impossibile eseguire un’analisi all’interno della banca dati della CCIAA. La stessa richiede necessariamente tali informazioni per proseguire. Pertanto, se non possedete il codice fiscale, dovrete ottenerlo tramite ulteriori indagini presso altre fonti. Per quanto riguarda le aziende vale il medesimo discorso: anche le imprese dispongono di un loro CODICE FISCALE, che le identifica inequivocabilmente in Camera di Commercio. Se non lo conoscete non potrete fare nulla, o quasi (in futuro vedremo perché “quasi”).

IL MONDO DELLE IMPRESE

E ora facciamo un passo indietro!

Mi spiace amici del blog, ma sono costretto ad illustrare alcuni concetti di diritto commerciale. Lo so è una digressione “pesante”, ma se non avete idea di come funzioni il mondo delle imprese sarà impossibile addentrarvi nell’universo delle banche dati della CCIAA.

Non preoccupatevi, non siamo esperti di economia e finanza. Pertanto andrò a illustrare i concetti nella maniera più elementare possibile, tralasciando le pesanti nozioni utili soltanto agli economisti e concentrandomi sui concetti pratici per un investigatore.

Addentriamoci allora nel discorso “impresa”.

Innanzitutto una premessa: impresa e società non indicano il medesimo concetto. Anzi, potremmo dire che la società è un tipo di impresa. Esistono infatti diverse forme di impresa: tra queste, sussistono appunto le società.

Altro chiarimento preliminare: all’interno di questi articoli i termini “impresa” e “azienda” saranno invece utilizzati come sinonimi. Esiste in realtà una distinzione tra questi due concetti ma è talmente sottile, e inutile ai nostri fini, che non la prenderemo in considerazione. Non me ne vogliano gli esperti! 😉

Andiamo pertanto a conoscere i diversi tipi di impresa presenti nel panorama italiano e perché è così importante distinguerli.

TIPOLOGIE DI IMPRESA

Conoscere le diverse tipologie di impresa esistenti in Italia è fondamentale per cimentarsi con precisione all’interno dell’universo della CCIAA.

Ogni impresa presenta caratteristiche peculiari, che la rendono unica rispetto ad altre tipologie. Scegliere un determinato tipo di impresa comporta specifiche conseguenze per l’imprenditore. Non è solo una questione tecnica: riguarda anche aspetti pratici e reali, come la scelta del capitale da investire, i rapporti tra i soci e le loro responsabilità per gli affari sociali, il trattamento fiscale e molto altro ancora.

Una differenza su tutte è il rapporto con i creditori: a seconda del tipo di impresa scelto dall’imprenditore, qualora l’azienda contraesse un debito, il creditore potrà aggredire l’intero patrimonio personale dell’impresario oppure soltanto quello presente in azienda. Da qui ad approfittarne, per un imprenditore disonesto è un attimo! Più avanti vedremo perché.

Elenco di seguito le varie tipologie di imprese esistenti in Italia, dalla più “semplice” alla più “complessa”, poi entrerò nel dettaglio:

  • DITTA INDIVIDUALE
  • SOCIETA’ SEMPLICE (S.S.)
  • SOCIETA’ IN NOME COLLETTIVO (S.N.C.)
  • SOCIETA’ IN ACCOMANDITA SEMPLICE (S.A.S.)
  • SOCIETA’ IN ACCOMANDITA PER AZIONI (S.A.P.A.)
  • SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA (S.R.L.)
  • SOCIETA’ PER AZIONI (S.P.A.)
L’IMPRENDITORE E LA DITTA INDIVIDUALE

E’ fondamentale illustrare anzitutto il concetto di imprenditore!

Il nostro codice civile non fornisce una definizione del termine impresa, ma di imprenditore che è “colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o servizi” (fonte Codice Civile).

Quindi: l’impresa non è altro che il risultato dell’attività dell’imprenditore.

Attività che deve essere economica, organizzata e svolta professionalmente!

Innanzitutto l’impresa è attività (presuppone una serie di accadimenti aventi una finalità, cioè quella di produrre beni o servizi). L’attività deve essere economica, deve pertanto tendere all’autosufficienza, coprendo i costi con i ricavi. Deve essere inoltre professionale e organizzata, pertanto dev’essere svolta coordinando lavoro e capitale per creare un complesso produttivo non occasionale.

Se l’imprenditore assume direttamente il controllo dell’azienda, senza prevedere soci o amministratori si parla di ditta individuale.

Questa è quindi una prima distinzione: la forma più “semplice” d’impresa è la ditta individuale. Quest’ultima si differenzia dalle società per una serie di elementi: l’imprenditore non sarà tenuto a presentare un bilancio in camera di commercio alla fine dell’anno, i costi del commercialista saranno inferiori (poiché la gestione da parte del professionista fiscale sarà più semplice). Sappiate inoltre che se l’imprenditore iscritto alla CCIAA con ditta individuale contrae un debito, risponderà con tutto il suo patrimonio personale.

Ciò significa che se egli acquista del materiale di cancelleria spendendo € 1.000,00 e non paga quanto dovuto al fornitore, quest’ultimo potrà ottenere il suo credito (mille euro appunto) andando a pescare i soldi dal conto corrente dell’imprenditore, pignorandogli l’appartamento oppure la vettura e così via.

Certamente il discorso è più complesso e vi accorgerete che non sarà così semplice “recuperare” un credito, ma la sostanza è questa: se l’imprenditore titolare di una ditta individuale contrae un debito, è fregato! Proprio perché i creditori potranno rifarsi (per recuperare il credito) su tutto il suo patrimonio personale. E, a meno che non sia “nullatenente”, l’imprenditore sarà costretto prima o poi a pagare. Diciamo pure “più poi che prima” ma questo è un altro discorso! 😀

Bene, per oggi abbiamo concluso! Nel prossimo articolo parleremo delle società!

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